I criteri SEO per comprendere la User Experience

A cosa ci riferiamo quando parliamo di User Experience (UX) o Esperienza Utente?
Parliamo delle emozioni, le interazioni e le reazioni che una persona prova nell’utilizzare un particolare prodotto o servizio oppure, in questo caso, navigare un sito web.
L’esperienza dell’utente è un fattore che influenza il posizionamento dei contenuti di un sito nei risultati del motore di ricerca. Ecco perché UX e SEO sono due attività che si sviluppano in parallelo: una pagina apprezzata dall’utente è quasi certamente una pagina apprezzata da Google.

user experience

COSA CONTA PER IL MOTORE DI RICERCA E L’UTENTE?

Chi effettua una ricerca su Google è sostanzialmente in cerca di un indirizzo web (URL) che lo porti dritto verso un obiettivo: data una query, il motore di ricerca ordina nel miglior modo possibile i risultati nelle SERP, sulla base di 4 parametri fondamentali:
1) La coincidenza di query e keyword – Attenzione alla selezione delle parole chiave (insieme a una struttura corretta del contenuto in codice HTML); il successo online dipende da ciò di cui si scrive, cioè l’argomento, più che la singola parola.
2) Linking – Il web è una dimensione ipertestuale e l’inserimento di link in uscita (e la conquista di quelli in entrata, grazie all’attività di link building SEO) permette di creare percorsi attraverso cui l’utente può passare da una pagina all’altra per approfondire l’argomento.
3) L’architettura del sito – Insieme alla progettazione della struttura ipertestuale, la presenza di un menu di navigazione chiaro e un corretto sviluppo della tassonomia del sito aiuteranno l’utente ad accedere  più facilmente alle informazioni che sta cercando.
4) La User Experience – L’obiettivo per un digital marketer è far apparire in SERP il sito e trattenere più a lungo possibile l’utente sul sito. Ecco perché esperienza dell’utente e  SEO sono non solo compatibili, ma complementari: si tratta di due attività che si influenzano a vicenda.

COME SI MISURA L’ESPERIENZA DELL’UTENTE?

Di seguito sono elencati i principali criteri SEO orientati a comprendere la user experience e la conseguente soddisfazione degli utenti:

1) la frequenza di rimbalzo, tecnicamente chiamata “bounce rate” indica la percentuale di utenti che abbandonano un sito dopo poco tempo. Un bounce rate alto può indicare che c’è qualcosa che non funziona, ma dipende sempre dal tipo di contenuto;
2) l’engagement, ovvero l ’interazione tra azienda e consumatore attraverso i canali reali e digitali. L’importanza del social media marketing sta nella possibilità da parte dell’azienda, poi, di modulare l’ offerta a seconda delle aspettative ed esperienze che il cliente gli comunica;
3) il tempo di permanenza è il primo valore di controllo dopo le visite: in quanto segnala la pertinenza della pagina rispetto alla query di ricerca: un vero e proprio feedback sulla qualità dei contenuti. Più alto sarà il valore, migliore sarà l’esperienza dell’utente;
4) il tasso di conversione misura il momento in cui un utente intraprende un’azione che hai definito come importante per la tua attività, ad esempio un acquisto online. Il tasso di conversione, quindi, è un riflesso immediato dell’efficacia della strategia di marketing  attuata. Infografica_uSER_eXPERIENCE

QUALI SONO I “MIGLIORI” CONTENUTI PER L’UTENTE?

1) Coerenti, con informazioni di qualità in linea con la ricerca
La query è lo strumento attraverso cui l’utente esprime le sue richieste nella stringa di Google: è, quindi, alla base del funzionamento del motore di ricerca. Produrre contenuti coerenti e complementari alla ricerca degli utenti garantisce il flusso di traffico sul sito.
2) Intuitivi, facili da navigare e da capire
Per garantire una buona navigazione del sito c’è bisogno di una pagina che abbia un contenuto adeguato alla sua funzione: un testo leggibile, l’uso di elenchi puntati e della spaziatura tra paragrafi, la presenza di contenuti visuali: elementi che aumentano l’appeal del sito.
3) Responsivi, accessibili a tutti i dispositivi e browser
Da metà aprile Google considera il mobile responsiveness a tutti gli effetti un fattore di ranking. Strutturare il sito secondo una logica responsive, ovvero organizzare i contenuti  in modo che siano fruibili da qualsiasi device, allora, diventa una prerogativa imprescindibile.

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