“Con il trapianto d’organi si torna a vivere: lo vedete su di me!” Intervista a Oris Martino D’Ubaldo

Una vela per la vita – bit2win partecipa alle regate del circuito italiano Off-shore con a bordo Federico Cuciuc e Oris Martino D’Ubaldo.

Abbiamo incontrato Oris Martino D’Ubaldo, architetto e progettista navale, trapiantato di rene, in gara con lo sponsor bit2win per sostenere la causa della donazione degli organi.

1. Una vela per la vita – bit2win: di che progetto si tratta?

Il nostro è un progetto su due binari, come saprete io ho fatto un trapianto di rene, il messaggio che vogliamo portare è che con il trapianto d’organi si torna a vivere: lo vedete su di me! La dialisi e la malattia sono un percorso duro, in cui la libertà appare negata, sta a noi trovare le risorse psicofisiche per superare un ostacolo che inizialmente appare insormontabile e se si è costanti e tenaci, se la fortuna ci aiuta, si può tornare a vivere una nuova vita, migliore e più intensa di prima.

Oris Martino D’Ubaldo

Oris Martino D’Ubaldo

2. Che ruolo ha lo sport e in particolare la vela d’altura per la diffusione di questo messaggio?

Portare questo messaggio con la vela d’altura per me e per Federico è naturale, è il nostro gioco, il mio lavoro, la mia vita. La vela è sinonimo di libertà, quante volte nei miei anni di dialisi ho sognato di poter tornare a navigare come e più di prima? Ora è possibile e con la consapevolezza dei miei mezzi, la coscienza delle mie potenzialità e delle attitudini psicologiche per affrontare lo sport e la vita (che ho acquisito nel percorso di malattia), con lo sguardo rivolto sempre al futuro, navigare diventa un sogno realizzato grazie anche a voi tutti: il donatore (mio padre), Sponsor, amici, co-skipper. Ci stiamo riuscendo!

Oris Martino D’Ubaldo e Federico Cuciuc

Oris Martino D’Ubaldo e Federico Cuciuc

3. Una vela per la vita – bit2win naviga con il patrocinio di ANED (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi tessuti e cellule) e CNT (Centro Nazionale Trapianti). In che modo, insieme a loro e allo sponsor bit2win – azienda del Gruppo New Energy – attraverso lo sport hai ripreso in mano le redini della tua vita?

 Proprio un anno fa uscivo da un’infezione post trapianto che a momenti mi mandava all’altro mondo, contare 2780Mn percorse di cui 1180Mn in regata in equipaggio ridotto, dal 7 marzo (giorno del varo di Una vela per la vita) ad oggi è una cosa incredibile! Cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso una barca datata ma scelta per le sue potenzialità a tavolino con un budget minimo, l’abbiamo sistemata e ci abbiamo fatto il giro d’Italia, poi queste regate e trasferimenti. Questo per me significa riprendere completamente in mano la propria vita, senza sperperare la fortuna di aver ricevuto il dono più grande da mio padre.

4. Quando e da dove nasce il progetto Una vela per la vita – bit2win?

Provate ad immaginare cosa succede se non puoi più uscire la sera con gli amici, hai un problema di salute talmente serio da costringerti spesso a rinunciare all’amore, lo studio è minato dalle ore di dialisi e dalla stanchezza, lo svago si tramuta in ore in ospedale, lo sport va cancellato quasi del tutto. Nessuno spiega ad un giovane che la vita non finisce con la dialisi, che è il momento di lottare, si può uscirne per realizzare i propri sogni con più determinazione di prima. La mia idea, quando ancora ero in dialisi nel 2013, fu quella di creare un’opportunità per trapiantati e dializzati per svagarsi: andare in barca insieme, imparare uno sport nuovo, lasciare a casa per un giorno le ansie e le paure che perseguitano la vita dei dializzati ma anche dei trapiantati (che spesso vivono il terrore del rigetto). Un momento per parlare insieme di progetti, di idee, di futuro. E parlare del futuro è la cosa più importante per chi vive un presente sgradevole! Avere un’idea, un progetto, un sogno è tutto! Per questo “Una vela per la vita – bit2win” è stata presente alla manifestazione Millevele di Genova organizzata dallo YCI con ANED SPORT e un equipaggio di Donatori, Dializzati e Trapiantati per portare insieme un messaggio importante.

Federico Cuciuc e Oris Martino D’Ubaldo

Federico Cuciuc e Oris Martino D’Ubaldo

5. La vela e lo sport, in generale, educano alla tenacia. Quali sono le sfide che ti ritrovi ad affrontare?

Il trapianto non è per la vita purtroppo, un rene ha una durata, se si è disciplinati e si tiene uno stile di vita sano può durare 30 o 35 anni, se si è sfortunati molto meno (2/5/10 anni), quindi il tempo per navigare per me è ora! Domani non so! Avete notato, se avete seguito un po’ queste regate, che “Una vela per la vita – bit2win” tira fuori gli artigli e mette a segno risultati sportivi importanti proprio nelle regate più difficili, quando il vento e il mare si fanno duri. Io sorrido (o almeno ci provo) anche nelle ore notturne al timone con 40 nodi e 3 o 4 metri d’onda  con il mare che spazza la coperta: sono felice, trovo energie insperate che mi fanno sentire vivo e libero! L’unica difficoltà per me è non eccedere, continuare ad imparare a scoprire quali sono i miei limiti fisici, che sono continuamente in evoluzione e perciò da scoprire, e quando invece è meglio tirare il freno. Spesso la volontà di far di più e meglio in regata ci fa superare nel momento del bisogno ogni stanchezza, bisogna fare attenzione a questa capacità di resistenza più mentale che fisica che può produrre anche danno alla salute. Fare i conti con questo è importante perché significa imparare a mediare sempre tra la ricerca della prestazione e la consapevolezza che si ha un dono (l’organo trapiantato) da non mettere mai a rischio. Pensare a questa opportunità di navigare, andare anche forte in regata nel 2016, con il passato di un 2015 con 10 ricoveri è qualcosa di sensazionale! Per un ragazzo/a giovane che fa sport, a qualsiasi livello, la libertà è tutto: gli amici, gli amori, lo studio, lo svago e lo sport sono la vita di quasi tutti i ragazzi e non solo. Prendere la vita fra le mani sempre e ancor più durante la malattia o dopo un trapianto significa anche imparare a conoscere i propri limiti e dimensionare i propri obiettivi su questi limiti! È questa la vera sfida da vincere per ciascuno di noi. 

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