Italian Digital Landscape 2016: New Energy Group intervista Andrea Febbraio

Andrea Febbraio è uno dei maggiori esperti di digital marketing in Italia. Co-founder di Ebuzzing (oggi Teads.tv), da oltre 15 anni opera nell’ambito della pubblicità online come imprenditore ed advisor. Le sue principali pubblicazioni: Viral Video: Content is King, Distribution is Queen e Buzz Marketing nei Social Media, Fausto Lupetti Editore.

Attraverso una rappresentazione piramidale, Febbraio delinea il panorama digitale italiano, indicando le più influenti digital agency: New Energy Group si afferma tra i protagonisti dell’Italian Digital Landscape 2016. Per approfondire il tema, abbiamo incontrato Andrea Febbraio.

Italian Digital Landscape 26.01.2016

D. Alla luce dello studio rappresentato nella piramide dell’Italian Digital Landscape 2016, come si è evoluto lo scenario italiano negli ultimi 12 mesi? 

R. Quello che sta succedendo in Italia è che diversi player nazionali si sono quotati in borsa nei segmenti STAR ed AIM. Questo ha portato una ventata di nuove risorse finanziarie che sono poi state investite in attività di M&A, si è quindi andati alla ricerca dei migliori team e delle migliori società da acquisire. 

D. Come pensi si evolverà nel 2016? 

R. Il mercato della pubblicità in Italia cresce, ma non a ritmi vertiginosi. Anche nel settore online e soprattutto nelle aree del video e del mobile il mercato pur crescendo non è comparabile al boom di economie emergenti. Inoltre il settore della Digital Transformation si sta strutturando con aziende più piccole che vogliono rapidamente aumentare le proprie dimensioni per presidiare al meglio il mercato delle PMI italiane e competere con le BIG 5 internazionali che operano da sempre nel settore della consulenza. Anche il settore del Media Buying, dove da sempre le centrali di acquisto internazionale hanno svolto un ruolo di primaria importanza, si sta lentamente trasformando con l’avvento del programmatic e dei trading desk indipendenti. Tutto questo mi fa immaginare che il periodo di forte consolidamento non terminerà ma anzi avrà un’accelerazione: nuovi team e società con posizionamento appealing saranno acquisite dai gruppi maggiori.  Inoltre, se il mercato della borsa regge, ci saranno nuove quotazioni e quindi il ciclo potrà continuare.

D. Come si colloca l’Italia rispetto ai mercati digitali più evoluti? 

R. L’Italia, lo sappiamo oramai tutti, è molto indietro in termini di connettività a internet e penetrazione del WiFi. Invece per quanto riguarda gli accessi da mobile e smartphone rimane uno dei mercati dove questi device hanno la penetrazione più alta. Questo fa sì che, se pure la grandezza totale della torta in termini di investimenti in pubblicità digitale sia molto più piccola rispetto ad esempio a mercati come quello inglese, la pubblicità video e mobile abbia valori percentuali di tutto rispetto, per posizionarsi tra i primi al Mondo in termini di peso sul totale investito. Non a caso Apple ha scelto Napoli come proprio HUB di sviluppo per App. In Italia c’è moltissima innovazione e creatività nel mondo dei device mobile. Questo fa ben sperare per il futuro: più clienti e brand investiranno nel comparto, più innovazione ci sarà.

D. Quali sono le metodologie emergenti in ambito Digital Marketing che destano maggiormente il tuo interesse? 

R. Questa è una domanda alla quale voglio dare una risposta un po’ paradossale. Pur avendo costruito la mia fortuna professionale e personale grazie alla pubblicità mi rendo conto che se ne è obiettivamente abusato. La generazione dei ragazzi nati dopo il 1985, i cosiddetti Millennial, odiano la pubblicità. In alcune nazioni, come ad esempio la Germania, il fenomeno degli AdBlock (i tool per bloccare la pubblicità online alla fonte) è dilagato con punte del 60% di adozione. Sono quindi affascinato da tutti i social network o dagli strumenti e i tools che permettono di ristabilire un rapporto più equo tra editori, pubblicitari ed utenti. Mi piace moltissimo ad esempio Snapchat con il suo approccio soft sui dati personali o società come Secret Media che supportano gli editori nella “battaglia” quotidiana con gli AdBlock. Primo tra tutti, il mio focus attuale è sul Native Advertising: una forma di pubblicità ibrida, che assume l’aspetto dei contenuti del sito sul quale è ospitata, cercando di generare interesse negli utenti, senza disturbarli. In questo settore esistono al momento società come Outbrain e Taboola, ma c’è ancora molto da fare.

D. Pensi che ci siano dei contenuti definibili evergreen in una strategia di Digital Marketing?

R. Certo che esistono e sono i contenuti “How To” per cui trasmettere una notizia come: “Ecco svelato il nuovo fidanzato di Lady Gaga” produce molto traffico nel momento in cui è pubblicata ma poi l’attenzione decade. Un contenuto “evergreen” può essere “come imbiancare da soli le pareti di casa” molto probabilmente, una volta pubblicato online se bene indicizzato nei motori di ricerca attirerà traffico oggi, domani, tra un anno, tra cinque anni etc etc. Ci sono, poi, società come DemandMedia con il suo eHOW oppure l’italiana Populis che hanno sfruttato molto questo approccio negli anni passati.

D. Quali sono i tuoi prossimi progetti: ci sono pubblicazioni in cantiere? 

R. Sto aiutando un amico che stimo nella realizzazione di un libro dedicato al Native Advertising per il quale ho scritto l’introduzione e prodotto una serie di interviste sul tema, coinvolgendo gli attori più autorevoli nel settore della pubblicità online in Italia. Presto organizzeremo l’evento di lancio: Stay Tuned!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *